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Il Museo Archeologico Baglio Anselmi, è stato aperto al pubblico nel 1985. Esso raccoglie in due saloni, opportunatamente restaurati, materiale archeologico dal periodo preistorico a quello medioevale . Di particolare importanza è il relitto della nave Punica.

La Nave Punica (III secolo a.C.)
Unica al mondo nel suo genere, è custodita nel Museo archeologico, ex Baglio Anselmi. Della nave da guerra fenicio-punica, ritrovata nelle acque antistanti l’isola di Mozia nel maggio del 1969 ma portata alla luce solo due anni dopo, si conservano la parte posteriore e il lato di babordo. Sullo splendido relitto sono stati rinvenuti vasellami, armi, cordami, canabis indica (hashish tonificante per i rematori) e ossa di maiale. La presenza di tali resti animali stupì l’archeologa britannica Miss Honor Frost che contribuì personalmente al ripescaggio della nave. Era certo che l’equipaggio non mangiasse carne suina e si arrivò così alla conclusione che i maiali servissero come "strumentazione di bordo": venivano buttati in mare per individuare la riva più vicina e stabilire così la rotta da seguire (metodo questo tuttora in uso presso alcuni popoli della Polinesia). La nave, secondo la ricostruzione fatta dagli esperti, era lunga 35 metri, con una stazza di 120 tonnellate. Nelle due parti laterali aveva un solo ordine di remi – 17 per ogni fiancata per un totale di 68 rematori (due per ogni remo) che conducevano la nave sino a 10 nodi di velocità. Particolare attenzione meritano i chiodi della nave punica che, rimasti per oltre 2300 anni in mare, non presentano alcuna ossidazione, così come risulta dalle analisi effettuate anche dalla NASA.

 

 

 

 La Nave Punica
 
  Il Plastico dello Stagnone
 
  Il Mosaico
 
 Uno dei plastici in scala
 

 

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