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Il Museo Whitaker di Mothia è diviso in 2 sezioni, la sezione antica raccolta
dal Whitaker , la sezione moderna è impostata ed organizzata su criteri più
scientifici.
La parte di museo più antica raccoglie l'interessantissimo materiale
archeologico della donazione Whitaker, proveniente dalla necropoli del capo
Lilibeo, Mozia e di Birgi. Iscrizioni, frammenti, terrecotte, vasi e ceramiche.
Gli oggetti non sono solo fenici, ma esistono anche rimanenze delle civiltà
precedenti: Sicani o Siculi o Elimi. Gli oggetti seguenti che si trovano nel
Museo di Mozia e che sono stati trovati sull'isola o nella terraferma, possono
essere inclusi in questa categoria perché sono probabilmente di origine
preistoriche
Oggetti di Selce :Alcune punte di freccie, lamine di selce che saranno servite
probabilmente da coltelli e raschietti. Ossidiana:Diversi pezzi, usati come
coltelli e raschietti, Oggetti di terracotta ... Oggetti in osso, inclusi
diversi anelli, forse ricavati da ramificazioni di castrati o altre ossa che
formavano probabilmente parti di collane. Conchiglie di mare di vario tipo,
molto forate per essere appese come ornamenti o come talismani.
Del periodo fenicio si hanno molti oggetti in pietra.
I Fenici, per quanto fossero abili nel tagliare la pietra e nell'uso ascia per
tutti gli scopi pratici e utilitari, non erano altrettanto competenti nell'uso
dello scalpello né famosi per la produzione di lavori in pietra puramente
ornamentali o decorativi. Pare che si siano dedicati soprattutto e quasi
esclusivamente ad una ordinaria muratura in pietra su larga scala ed abbiano
trascurato opere artistiche più piccole e più curate.
Cosi i primi coloni fenici a Mozia, costruirono abitazioni ed oggetti con
materiale povero, senza arte ,fino a quando i Moziesi non vennero in contatto
con i Greci che vivevano in altre parti della Sicilia.Per influsso greco, essi
modificarono le proprie idee, sia nell'ambito delle costruzioni sia
nell'architettura dei loro edifici sia anche nell'abbellimento della città e
delle loro abitazioni.
Da quel momento in poi , anche dopo che Mozia era caduta sotto il dominio di
Cartagine, l'influenza greca prevalse in larga misura nell'ambito
dell'architettura, oltre che con l'arte industriale. Mozia non aveva una pietra
sua, adatta per opere in muratura di qualità migliore o per la scultura, sicché
era obbligata ad importare dalla terraferma ciò che era necessario.
Il poros, o arenaria, che era il materiale impiegato per la scultura nei tempi
antichi prima che entrasse nell'uso il marmo, non si trovava a Mozia
Le cave più vicine di arenaria sono quelle dei dintorni di Marsala e da queste
Mozia prendeva probabilmente quello che le serviva, sia per le fortificazioni
erette con i loro merli che per tutti gli edifici quali case o altre
costruzioni. La maggior parte dei pezzi più piccoli di opere decorate conservate
nel Museo di Mozia sono di altro materiale, come marmo, calcare e lava che
saranno stati importati da altri posti più distanti. circa la scarsità di opere
in marmo ornamentale ed in pietra trovate tra le rovine di Mozia si deve
supporre che la maggior parte di ciò che era mobile è stato portato via dopo la
distruzione della città o dai Greci come bottino di guerra o più tardi dai
Cartaginesi o dai pochi Moziesi sopravvissuti, quando fondarono la nuova città
di Lilybaeum. I pochi pezzi catalogati sotto questa voce ,nel Museo di Mozia
sono probabilmente quelli sfuggiti all'attenzione nel passato per il fatto che
erano rimasti sepolti ad una considerevole profondità sotto la superficie del
terreno o per il fatto che non erano stati considerati di poca importanza
Tra gli oggetti in pietra arenaria alcuni sono
degni di particolare attenzione:
Tre blocchi cilindrici o tamburi di arenaria, con basi sporgenti .
Un ampio fonte, scavato in un blocco di arenaria, che deve essere stato adattato
ad angolo di una costruzione o un angolo formato da due muri.
Un ceppo, ricavato da un unico blocco di arenaria, con un coronamento piramidale
in cima. Stele : sono state trovate nell'isola moltissime stele, la maggior
parte delle quali, comunque, erano di un tipo primitivo e semplice .
appartengono ad un periodo antico di Mozia
Una statuetta in pietra calcarea rappresenta una divinità femminile,
probabilmente Cibele o Rea, la grande dea greca della terra, seduta tra due
leoni, animali a lei sacri.
Un pezzo di arenaria reca scolpita una testa di leone, che costituiva
probabilmente la grondaia per l'acqua piovana appartenente a qualche edificio
importante.
Pestelli e Mortai - Ne sono stati trovati parecchi a Mozia in pietra dura o
marmo.
Un pezzo di lava di forma conica Pezzi di lava che venivano usati senza dubbio
per macinare il grano.
Pezzi di calcare ben levigati da una parte che venivano probabilente usati per
lucidare selciati e pavimenti .
Su alcune pietre sono poi state trovate delle iscrizioni . Altre iscrizioni sono
stati trovati su lastre di piombo.
Gli scavi che hanno permesso la scoperta della statua iniziarono nell'isola di
Mozia nell'autunno del 1977 ad opera di una missione archeologica
dell'Università di Palermo La scoperta della statua di Mozia avvenne nel 1979.
nella zona industriale lungo la costa settentrionale., sotto un cumulo di
detriti. Opera di un maestro .Essa testimonia del rapporto tra greci e punici
nella Sicilia del V sec. A,C.
E' una statua di marmo di grandezza naturale, dall'espressione enigmatica ma
decisa, è la maschera grottesca dell'uomo ridente.
Auriga, sacerdote o magistrato, l'acconciatura dei capelli e la fascia sul petto
ce ne sottolinea la nobiltà.
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| Il Giovinetto di Mozia |
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| Alcuni reperti del museo |
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| La visita al museo |
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| L'entrata del museo |
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