I MOSAICI


Definizione

Il mosaico è un rivestimento decorativo di una superficie architettonica orizzontale o verticale (pavimento, parete , soffitto), realizzato con ciottoli, piccole pietre tagliate a misura, pezzi di terracotta, pasta vitrea che, disposti tutti vicini uno all’altro, formano un disegno.
Il mosaico è un’arte. L’arte è la capacità di svolgere bene alcune attività privilegiate .Sono arti la musica, la poesia, il teatro; sono arti figurative l’architettura, la pittura, la scultura e anche il mosaico. Gli artisti ricercano nelle loro opere la bellezza e l’armonia. Leggendo un’opera d’arte comprendiamo l’epoca in cui è stata creata perché l’artista interpreta la società in cui vive. Conoscendo la storia dell’attività umana e quindi dell’arte , impariamo a conoscere noi stessi
Il mosaicista era chiamato musivarius, quando decorava le pareti, mentre quando decorava i pavimenti veniva chiamato tessellarius o tessellator.


Etimologia della parola mosaico

Mosaico deriva dalla parola greca musa; le muse erano nove sorelle figlie di Zeus e di Mnemosine, personificazione della memoria. Esse erano protettrici delle arti: Calliope protettrice della poesia epica, Polinnia protettrice della pantomima, Euterpe la dea del flauto e della musica, Tersicore dea della posia e della danza,ecc.


Origine e storia del mosaico

Il mosaico nasce nella antica Grecia nel XVII sec. a. c.
I primi mosaici nascono dall ‘esigenza di rivestire i pavimenti in terra battuta per preservarli dall’umidità e per renderli più lisci e puliti,in seguito vennero usati anche per abbellirli.
I più antichi mosaici erano in ciottoli naturali bianchi e neri utilizzati in Grecia e a Creta per rivestire cortili e spazi esterni e anche per gli interni delle case.
Nel V secolo a.c. si passa, dalla decorazione a disegni geometrici e naturali in ciottoli bianchi e neri o colorati, ai mosaici figurati. Di questi rimangono esempi nelle regioni greche dell’Eubea e della Macedonia.Soprattutto nel IV secolo a. c. c’è stato uno sviluppo tecnico e artistico dei mosaici i quali mostrano dei ricchi motivi geometrici e ornamentali di palmette, viticci e fiori nonché l’inserimento di una sottile fascia di piombo per delineare i contorni delle figure. Uno dei più importanti tra quelli che si sono conservati è quello della scena di caccia.
Dal mosaico a ciottoli si passa a una tecnica intermedi fatta di piccole pietre variopinte e pezzi di terracotta di colore rosso, di grandezza e forma irregolare, che nel III secolo a. c. furono sostituiti da tessere di pietre squadrate o tasselli di vetro o smalto. Così i mosaici diventarono più lisci e resistenti e con disegni più ricchi di dettagli.
Nel periodo più antico si usava incastrare al centro di pavimenti lussuosi, realizzati con motivi ornamentali geometrici o floreali, un piccolo riquadro figurato detto emblema vermiculatum .Il termine” vermiculatum” deriva dal fatto che venivano usate tessere piccolissime come vermicelli di pietra. Esempi di mosaici composti da tessere si trovano a Delo e a Alessandria dove quest’arte raggiunse livelli elevatissimi con straordinari effetti pittorici. Un ottimo esempio è offerto dal mosaico raffigurante la “battaglia di Alessandro”, della casa del Fauno a Pompei ora sito nel Museo Nazionale di Napoli, opera di artisti alessandrini.Questo mosaico realizzato tra la fine del II e i primi del I secolo a. c. raffigura una scena della battaglia che ebbe luogo nel 333 ad Issos in Cilicia fra Greci e Macedoni guidati da Alessandro Magno contro i Persiani comandati da Dario.Quest’opera si stende come un tappeto sull’intero pavimento di un’ampia esedra.
 



Tecnica del mosaico a tessere o a tasselli squadrati.

Per fabbricare le tessere di pietra squadrata o di tasselli di vetro o smalto, si tagliavano sottili lastre di marmo o pietra colorata in strisce di pochi millimetri che a loro volta venivano spezzate lungo linee nette. Famosi in tutto il mondo sono i mosaici a tessere di vetro, tipici dell’area mediterranea nel periodo ellenistico.
Su una superficie piatta veniva versata la pasta di vetro fuso, alla quale venivano aggiunti ossidi metallici per conferire la colorazione desiderata: la lastra veniva tagliata incidendo con uno strumento appuntito delle linee perpendicolari. Applicando dei fogli d’oro e d’argento a lastre di vetro si ricavavano tessere d’oro e d’argento. Il blocco veniva poi ricoperto con un sottile strato di vetro in polvere (fritta) e cotto in forno ad alta temperatura la polvere di vetro si scioglieva formando un rivestimento trasparente, infine la lastra veniva tagliata in tessere.



Tipologie di mosaico
 

Si distinguono diversi tipi di mosaico: l’opus tessellatum, a motivi geometrici semplici ottenuti con marmi prevalentemente bianchi e neri(trecce, losanghe, scacchi meandri, ecc.); l’opus vermiculatum, realizzato con minuscoli frammenti di pietre o marmo di dimensioni diverse disposti fittamente a seguire il profilo dei soggetti rappresentati(consente complesse composizioni policrome; l’opus musivum, decorazione parietale con tessere di smalto e pasta vitrea; l’opus sectile, pavimento composto di pietre e marmi di diverse dimensioni..
Le superfici di un mosaico sono ricoperte da tre strati di intonaco. Sul primo strato , composto da una miscela di calce, sabbia e mattoni sbriciolati, viene steso un rivestimento fatto di stucco, sabbia paglia, di spessore variabile, a sua volta destinato a essere ricoperto da una miscela di polvere di marmo. Quest’ultimo impasto viene posato poco per volta, a seconda della parte di decorazione che l’artista vuole realizzare nell’arco della giornata; sulla superficie ancora umida è riportato il disegno del motivo da mosaicare (spesso colorato), sul quale vengono applicate le tessere con una sorta di cemento o con del mastice.